Home » In Evidenza » In Arrivo Stangata Luce e Gas – I “Scandalosi ” Compensi dei Giornalisti della Rai Nazionale – Guida al Consumo Consapevole – Nuovi Indennizzi Utenti GTT- Ministero della Salute -Bonus Asilo Nido – Bonus Mamma – -I Consigli della Polizia contro le Truffe agli Anziani – Iva sulla Tia -Cellulare, rischio per la salute ? – Addio al Patto di Stabilità –

In un articolo de IlSole24Ore si legge della responsabilità dello spread sul prossimo aumento delle tariffe di luce e gasPrima cosa da sapere, perché certe dinamiche non dovrebbero ammettere ignoranza: i costi energetici aumentano perché il prezzo del petrolio è in aumento. Questa dinamica è innescata ormai da oltre un anno a causa delle Borse che sono particolarmente sopravvalutate ormai da diversi anni. La finanza è tornata a investire su petrolio e materie prime, perché le Borse sono ai massimi. In questo momento la finanza globale può investire solo in Bitcoin o in petrolio, e questo amplierà la fluttuazione al rialzo sul prezzo del barile. Seconda cosa da sapere: all’inizio del 2018 lo spread stazionava sui 160 ptb e nonostante tutto abbiamo dovuto subire il rincaro delle tariffe luce. Nel 2019 l’aumento sarà ancora più corposo (totale di 22 milioni) grazie alla riforma delle tariffe che penalizza gli utenti con minori consumi (regalino del precedente governo Gentiloni). Inoltre sono già rincarati i pedaggi autostradali e altre tariffe che con gli aumenti del nuovo anno avranno un’incidenza media annua sul budget di spesa delle famiglie italiane di circa 952 euro. L’importo è molto elevato perché i costi della benzina, del gasolio auto, dell’elettricità e del metano sono pervasivi e si scaricano sui prezzi finali di quasi tutti i prodotti e i servizi comprati e venduti. Terza cosa da sapere: è vero che lo spread fa alzare i tassi di interesse e quindi indirettamente fa alzare anche i prezzi delle tariffe in generale, ma allo stato attuale al massimo può incidere per 2 euro l’anno sulle famiglie. Avete letto bene, due soli miseri euro in tutto l’anno.

A questo punto la domanda sorge spontanea: perché si spaventano le persone brandendo il solito spread? La risposta la lasciamo al lettore, sta di fatto che le tariffe energetiche aumenteranno ancora e non per colpa dello spread ma per colpa della continua voracità dei gestori delle varie compagnie che, ovviamente, gestiscono le aziende per fare aumentare i loro profitti prima ancora che per fornire servizi adeguati alla spesa. Inoltre, è successo ogni inizio di nuovo anno (e succederà anche per il 2019) che le tariffe subiscano un ritocco al rialzo, e questo indipendentemente dallo spread. Diciamo che per quanto riguarda i rincari del prossimo anno, questi saranno normali come per tutti gli anni precedenti ma per il nuovo anno in particolare saranno sostenuti da una forte spinta ideologica. Ultima cosa da sapere, ma non ultima: per anni gli economisti hanno fatto la guerra alla Bce perché la nota ‘bazookata’ di Mario Draghi non sortiva gli effetti inflattivi desiderati. Eccoli questi effetti, finalmente per gli economisti, meno per le famiglie. Se poi vogliamo metterci i disordini in rimonta in Libia (da dove arriva il petrolio e stranamente in coincidenza con il blocco dei migranti esortato dall’Italia), volete scommettere che sarà un altro buon motivo per farci subire un nuovo rincaro (oltre quello di gennaio prossimo) delle ormai carissime tariffe?

Cosa succede realmente dal primo gennaio 2019? La riforma delle tariffe elettriche, iniziata nel 2016 concluderà il suo iter facendo entrare in vigore le nuove tariffe progressive. L’aumento potrebbe arrivare anche al 46% per chi ha consumi bassi (la maggior parte delle famiglie). In sintesi, fino al 31 dicembre del 2018 chi consuma di più paga di più, ma dal 2019 le tariffe non saranno più progressive, questo per favorire il consumo di energia elettrica. Per essere più chiari, chi consumerà di più risparmierà rispetto a chi consuma poco. Per esempio, chi oggi ha un consumo medio annuo di 600 euro nel 2019 potrà arrivare a pagare fino a 876 euro, mentre chi oggi ha un consumo medio annuo di 1.350 euro nel 2019 pagherà solo 1.073 euro. Lo scopo perseguito dal legislatore è, ovviamente, fare spostare i consumi dal gas alla corrente elettrica meglio se prodotta da fonti rinnovabili.

Maliziosamente possiamo affermare che il legislatore ha anche considerato che dal 2019 qualcuno doveva pur pagare il bonus di 80 euro facendo rientrare i conti di bilancio. A questo aumento si sommerà anche un intervento richiesto dall’Ue: gli sgravi agli energivori. Gli energivori sono quelle realtà industriali che vedono il bilancio particolarmente sollecitato dai costi energetici impattando significativamente sul fatturato. Per garantire la competitività di tali imprese, è intervenuta la Commissione europea, con decisione del 23 maggio 2017, decretando un aumento delle agevolazioni in bolletta per gli energivori che arriverà a costare circa 1,5 miliardi all’anno. Parte di questi fondi saranno prelevati dalle bollette dei consumatori domestici. Un impatto che sarà mitigato da un altro intervento Ue: quello sulla destinazione delle risorse liberate dal prelievo per gli incentivi alle rinnovabili (componente A3). Il 50% di tali risorse, già a partire dal 1° gennaio 2018, dovrebbe essere stato destinato alla riduzione diretta delle tariffe luce. Vedremo gli effetti col nuovo anno, di sicuro lo spread è totalmente ininfluente!

Fonte : Luca Lippi

 

 

 

 

 

 

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I “scandalosi ” compensi dei giornalisti della Rai nazionale :

http://www.rai.it/trasparenza/Organizzazione-e-Risorse-Umane-88972b31-8d4c-49ba-bccf-c1cdf0f5d136.html#PublishingBlock-17028053-edf6-4856-8f70-bff44b7063da

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Grazie per credere in un sistema alimentare più rispettoso del benessere degli animali.

guida-al-consumo-consapevole

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E notizia di questi giorni che casualmente dopo il nostro ulteriore intervento l’organo di controllo sollecitato per la seconda  volta   con sei mesi di ritardo  finalmente dopo anni di presa in giro nei confronti degli utenti la Gtt che offre un servizio in queste tratte ( SfmA Torino Ceres  e Sfm1,  Torino- Rivarolo- Chieri  )  non degno di questo nome , dopo i mesi da novembre 2016  fino a febbraio 2017 si sono  reso conto che anche da marzo a giugno  gli studenti e i pendolari hanno diritto per i cronici disservizi all’ indennizzo previsto da una legge dello Stato Italiano ma mai applicata  fino a che glielo abbiamo ricordato,  esattamente la legge  27/2012 articolo 8, idem per la Seta .

 

www.gtt.to.it/cms/avvisi-e-informazioni-di-servizio/avvisi-ferrovie

http://www.gtt.to.it/cms/avvisi-e-informazioni-di-servizio/avvisi-ferrovie

 

—————————————————————————————————————————————–Rendiamo accessibile il rendiconto molto interessante del Piano Nazionale Integrato del Ministero della Salute sull’attività svolta su :

http://www.salute.gov.it/relazioneAnnuale2016/capitoloRA2016.jsp?cap=capitolo1

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Da lunedì 17 luglio alle ore 10 il bonus asilo nido da 1000 euro sarà accessibile per tutti i genitori di bimbi da 0 a 3 anni che vorranno farne richiesta. Le modalità sono molteplici, ma una delle più gettonate potrebbe proprio essere quella on line sul sito dell’Inps https://www.inps.it/NuovoportaleINPS/default.aspx?sPathID=%3b0%3b50567%3b&lastMenu=50567&iMenu=1&itemDir=51105 attraverso una sezione appositamente dedicata a questa agevolazione, che prevede di elargire l’assegno in aiuto al pagamento delle rete di asili pubblici e privati, o per servizi assistenziali a domicilio, necessari per i bimbi con patologie gravi che non possono frequentare le strutture per l’infanzia.

Chi potrà fare richiesta del bonus asilo nido? A differenza di altri assegni familiari, come il bonus bebè, la carta maternità o il bonus baby sitter, i 1.000 euro in questione potranno essere elargiti a prescindere dal proprio reddito familiare: le possibilità, dunque, saranno aperte a una range molto vasto di richiedenti, che dovranno affrettarsi a farne domanda visto che la copertura, per quest’anno, corrisponde a 144 milioni di euro totali. Negli anni successivi, però, il plafond è destinato ad aumentare: nel 2018 arriverà a 250 milioni, a 300 nel 2019 e a 330 nel 2020. Questi gli obiettivi dello stato che, con il bonus asilo, viene in soccorso delle famiglie che non possono contare sui nonni, spesso ancora occupati visto lo spostamento in avanti dell‘età pensionabile, o dove entrambi i genitori lavorano tutto il giorno.

 Se il reddito non conta, ecco i requisiti necessari per poter richiedere il bonus asilo nido: residenza italiana e cittadinanza italiana, o di uno stato dell’Unione Europea. In caso di stati extracomunitari, i richiedenti dovranno esibire in sede di domanda un permesso di soggiornodi lungo periodo o una carta di permesso per familiari di cittadini della UE. Potrà richiedere l’assegno mensile all’Inps il genitore che sostiene le spese dell’asilo e la mamma o il papà che coabita con il figlio in caso di assistenza a domicilio.

Per quanto riguarda le modalità di richiesta, oltre al già citato sito di Previdenza Sociale, sarà possibile rivolgersi di persona a un patronato, oppure chiamare il Contact Center al numero verde gratuito 803.164 o allo 06.164.164.

Infine, ricordiamo che il bonus ha valore retroattivo, quindi applicabile a partire dal 1° gennaio 2017 e che le rate saranno corrisposte mensilmente nel numero di 11, con importo pari a 90,91 euro cadauna. Il versamento avverrà  tramite bonifico, accredito sul conto corrente, sul libretto postale o su carta prepagata collegata a un IBAN.

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Che cosa è il bonus mamma domani.

Questo bonus di 800 euro viene corrisposto in un’unica soluzione per figlio/affidamento/adozione dall’Inps “per la nascita o l’adozione di un minore, a partire dal 1° gennaio 2017, su domanda della futura madre al compimento del settimo mese di gravidanza (inizio dell’ottavo mese di gravidanza) o alla nascita, adozione o affido”.

https://www.inps.it/nuovoportaleinps/default.aspx?itemdir=50898

 

 

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I consigli della Polizia contro le truffe agli anziani

Non aprite la porta di casa a sconosciuti anche se vestono un’uniforme o dichiarano di essere dipendenti di aziende di pubblica utilità. Verificate sempre con una telefonata da quale servizio sono stati mandati gli operai che bussano alla vostra porta e per quali motivi. Se non ricevete rassicurazioni non aprite per nessun motivo. Ricordate che nessun Ente manda personale a casa per il pagamento delle bollette, per rimborsi o per sostituire banconote false date erroneamente. Per qualunque problema e per chiarivi qualsiasi dubbio non esitate a chiamare il 113.

Quando fate operazioni di prelievo o versamento in banca o in un ufficio postale, possibilmente fatevi accompagnare, soprattutto nei giorni in cui vengono pagate le pensioni o in quelli di scadenze generalizzate. Non fermatevi mai per strada per dare ascolto a chi vi offre facili guadagni o a chi vi chiede di poter controllare i vostri soldi o il vostro libretto della pensione anche se chi vi ferma e vi vuole parlare è una persona distinta e dai modi affabili.
Se avete il dubbio di essere osservati fermatevi all’interno della banca o dell’ufficio postale e parlatene con gli impiegati o con chi effettua il servizio di vigilanza. Se questo dubbio vi assale per strada entrate in un negozio o cercate un poliziotto o una compagnia sicura.

Durante il tragitto di andata e ritorno dalla banca o dall’ufficio postale, con i soldi in tasca, non fermatevi con sconosciuti e non fatevi distrarre.Ricordatevi che nessun cassiere di banca o di ufficio postale vi insegue per strada per rilevare un errore nel conteggio del denaro che vi ha consegnato.
Quando utilizzate il bancomat usate prudenza: evitate di operare se vi sentite osservati.

Consigli per i figli, nipoti e parenti stretti
Non lasciate soli i vostri anziani, anche se non abitate con loro fatevi sentire spesso e interessatevi ai loro problemi quotidiani
Ricordategli sempre di adottare tutte le cautele necessarie nei contatti con gli sconosciuti. Se hanno il minimo dubbio fategli capire che è importante chiedere aiuto a voi, ad un vicino di casa oppure contattare il 113.
Ricordate che, anche se non ve lo chiedono, hanno bisogno di voi.

Consigli per i vicini di casa
Se nel vostro palazzo abitano anziani soli, scambiate ogni tanto con loro quattro chiacchiere. La vostra cordialità li farà sentire meno soli.
Se alla loro porta bussano degli sconosciuti esortateli a contattarvi per chiarire ogni dubbio. La vostra presenza li renderà più sicuri.
Segnalate al 113 ogni circostanza anomala o sospetta che coinvolga l’anziano vostro vicino di casa .

Consigli per gli impiegati di banca o di uffici postali
Quando allo sportello si presenta un anziano e fa una richiesta spropositata di denaro contante, perdete un minuto a parlare con lui. Basta poco per evitare un dramma.
Spiegategli che all’esterno di banche ed uffici postali nessun impiegato effettua controlli.
Per ogni minimo dubbio esortateli a contattarvi.

16/06/2016
(modificato il 24/10/2016
Fonte : Polizia di Stato
http://www.poliziadistato.it/articolo/358I_consigli_della_Polizia_contro_le_truffe_agli_anziani/
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Iva sulla Tia :  vi ricordate che negli anni scorsi era nella bolletta rifiuti nell’imponibile ? Ebbene per chi ha avuto fiducia in se stesso e ha inviato la lettera per bloccare la prescrizione sembra che siamo vicini alla soluzione. Infatti nelle  scorse settimane il vice ministro dell’economia ha comunicato in risposta a un’interrogazione parlamentare che il governo  in ottemperanza alla sentenza della Corte Costituzionale del 2009  e l’ultimissima  della Cassazione che mette fine alla telenovela , sta trovando la soluzione per rimborsare i cittadini contribuenti. Il rischio e che  la prescrizione ha validità 5 anni e che molti rimarranno a “bocca uscita” grazie al loro disinteressamento. Comunque sia prendiamo atto che ce la volontà da parte di questo governo di restituire il “maltolto“ fatto da altri;   meglio tardi che mai ! Seguiteci e rimanete aggiornati visitando il nostro sito

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Cellulare, rischio per la salute?

Il cellulare emette un campo elettromagnetico a radiofrequenza (onde radio) quando è acceso; queste radiazioni crescono durante la telefonata. Le onde radio collegano ogni cellulare ad una rete di stazioni radio base, che permette agli utenti di fare e ricevere chiamate.
Per questo è prudente allontanare cellulare e cordless (telefono senza fili) dalla testa e dal corpo. L’OMS ha classificato le radiofrequenze/onde radio come possibilmente cancerogene.

Da diversi anni gli organismi sanitari internazionali consigliano un uso prudente di cellulari, smartphone e cordless, soprattutto di evitare di tenerli a contatto col corpo e di educare i piccoli a non considerarli come un giocattolo. Questo perché non si conoscono ancora esattamente gli effetti sulla salute dei campi elettromagnetici prodotti da cellulari, smartphone e cordless.

Ecco alcune indicazioni utili sul corretto uso dei cellulari basate sui consigli dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).

1. Usa l’auricolare o il viva-voce per allontanare il cellulare o il cordless dalla testa
2. Preferisci l’invio di un messaggio anziché chiamare
3. Limita l’uso del cellulare se sei in auto, in treno o comunque in movimento, perché il cellulare emette più radiazioni.  Mentre guidi non distrarti parlando al telefonino: rischi un incidente!
4. Evita di tenere il cellulare a contatto col corpo: non tenerlo nelle tasche dei pantaloni o della giacca, meglio in borsa o zaino e posalo su un piano appena possibile
5. Non tenere in carica il cellulare o il cordless sul comodino durante la notte, ma posizionalo lontano dai luoghi dove le persone stazionano a lungo
6. Non addormentarti col cellulare acceso sotto il cuscino o troppo vicino e soprattutto non lasciarlo fare ai bambini e ai ragazzi
7. Usa il telefono fisso tutte le volte che puoi: non produce onde radio e non ci sono rischi per la salute
8. Non lasciare che i bambini usino il cellulare come un giocattolo. I bambini dovrebbero usarlo solo per emergenza. Anche quando giocano vengono emesse onde radio
9. I cellulari non emettono tutti lo stesso livello di radiazioni: scegli il telefonino che produce il minore tasso di assorbimento specifico (detto anche TAS o SAR); questo dato deve essere indicato nel manuale di istruzioni di ciascun telefonino e non può superare i 2 W/kg.

Fonte : ATS

Visualizza i materiali prodotti da ATS su questo tema:

 

Scarica la brochure con i consigli su come utilizzare i cellulari in modo più sicuro

Scarica il poster Non rischiare con il telefonino

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Cambio di rotta per gli enti locali  la nuova legge che riforma la 243/2015  libera le spese per investimenti e consente di sbloccare anche gli avanzi cioè i risparmi bloccati in cassa come nel caso di Caselle Torinese dai vincoli.

Non solo, un’altra innovazione riguarda il superamento del vincolo di utilizzare i fondi per le opere pubbliche entro l’anno di erogazione, spesso causa di mancata o parziale realizzazione de lavori necessari”. Via libera, seppur con moderazione, alle assunzioni in scuole e asili nido: gli enti locali, entro il 31 dicembre 2019, potranno fare dei concorsi per valorizzare specifiche esperienze professionali maturate all’ interno delle istituzioni che gestiscono servizi per l’infanzia.

 Con l’approvazione del nuovo decreto enti locali il nuovo pareggio di bilancio di competenza, le nuove norme oltre a cancellare il vincolo del patto di stabilità, sostituendo i quattro saldi di bilancio con un unico saldo non negativo, in termini di competenza, tra entrate e spese finali, e introducendo il fondo pluriennale vincolato, quale strumento di programmazione e previsione delle spese territoriali,  aprono ulteriori possibilità alle amministrazioni comunali in fatto di risorse per estinguere in anticipo i mutui e agli enti di area vasta per mettere in sicurezza i conti.dallo scorso 1° gennaio il patto di stabilità interno è stato sostituito con il nuovo vincolo del pareggio di bilancio di competenza finale.

Ora i sindaci che hanno i soldi in cassa non utilizzati fino ad oggi non possono più raccontare le “favole” ai cittadini contribuenti,  quest’ultimi sarebbe opportuno che si “svegliono” solo così potranno incidere al miglioramento della qualità della  vita nel comune di residenza, chiedendo conto di come vengono spesi i soldi pubblici.

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Confermato con l’approvazione del nuovo decreto enti locali il nuovo pareggio di bilancio di competenza, le nuove norme oltre a cancellare il vincolo del patto di stabilità, sostituendo i quattro saldi di bilancio con un unico saldo non negativo, in termini di competenza, tra entrate e spese finali, e introducendo il fondo pluriennale vincolato, quale strumento di programmazione e previsione delle spese territoriali,  aprono ulteriori possibilità alle amministrazioni comunali in fatto di risorse per estinguere in anticipo i mutui e agli enti di area vasta per mettere in sicurezza i conti.dallo scorso 1° gennaio il patto di stabilità interno è stato sostituito con il nuovo vincolo del pareggio di bilancio di competenza finale.

La novità era già  contenuta nei comma da 707 a 729 dell’articolo 1 della legge di Stabilità ed applica parzialmente le novità della legge 243/2012 sul pareggio di bilancio costituzionale. Il nuovo pareggio di bilancio di competenza è il tema  dedicata alle implicazioni della legge di Stabilità 2016 pareggio e si applica a tutti i Comuni (compresi i quasi 2 mila con meno di mille abitanti, finora esclusi dal patto di stabilità), alle Province e Città metropolitane e alle Regioni. Sono assoggettati al pareggio anche i Comuni istituiti a seguito di fusione dopo il 2011; escluse le Unioni.

Il nuovo obbligo richiede di conseguire un saldo non negativo (anche pari a zero) calcolato in termini di competenza fra le entrate finali (primi 5 titoli del bilancio armonizzato) e le spese finali (primi 3 titoli del nuovo bilancio). Tale saldo può essere eventualmente modificato dall’intervento della Regione. Solo per il 2016, nelle entrate e nelle spese finali è considerato il fondo pluriennale vincolato, di entrata e di spesa, al netto della quota proveniente dal ricorso all’indebitamento.

Il cambio di rotta libera le spese per investimenti e consente di sbloccare anche gli avanzi cioè i risparmi bloccati in cassa come nel caso di Caselle Torinese ma anche di tutti gli altri enti locali, dai vincoli.

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