L'ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) ha svolto un'analisi interessante: stabilito un campione rappresentativo della popolazione italiana, ha condotto un'intervista per capire quanto gli italiani hanno percezione dell'importanza degli Statuti Comunali e sulle forme di partecipazione all'amministrazione dei comuni.
I risultati sono preoccupanti: si nota chiara la distanza delle Istituzioni locali dal cittadino, soprattutto per la percezione che ha quest'ultimo delle possibilità di incidere nelle scelte politiche locali.
Ecco uno stralcio dell'introduzione:
"I comuni, in questo inizio di nuovo secolo, devono saper interpretare la propria funzione di soggetto pubblico più vicino e attento ai suoi bisogni, dimostrando la massima apertura verso le aspettative di chi risiede nel territorio comunale.
Incontri con gli amministratori, verifiche dell’opinione pubblica e partecipazione ai progetti di sviluppo territoriali sono gli strumenti che possono facilitare e stimolare una maggiore interazione tra ente e cittadini. Interessano meno i referendum e i canali di contatto diretto con gli amministratori.
Le risposte degli oltre mille intervistati portano alla luce, quindi, un fattore centrale: il bisogno di sviluppare strumenti di democracy in grado di incrementare il senso e l’azione comunitaria.
I temi su cui si deve concentrare l’espansione delle forme di coinvolgimento dei cittadini sono:
servizi per anziani e bambini;
traffico e politiche per i rifiuti;
interventi urbanistici e piano regolatore.
La maggioranza degli italiani, infine, pensa che il ruolo e i compiti dei consigli deve essere potenziato, soprattutto negli strumenti di controllo dell’operato di sindaco e giunte e in quelli di programmazione"

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